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“SINDACO E BUOI DEI PAESI TUOI”

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fascia-sindaco“Moglie e buoi dei paesi tuoi” afferma un vecchio detto popolare. Alla luce dei fatti degli ultimi giorni, che hanno visto il sindaco Angelo Sbrocca partecipare alla fiaccolata in difesa delle carresi, verrebbe da stravolgere il vecchio detto affermando “Sindaco e buoi dei paesi tuoi”.

Risulta quantomeno sorprendente, infatti, che il sindaco di Termoli, città che non annovera tra le sue tradizioni quella della corsa dei carri, prenda posizione pubblicamente, con tanto di fascia tricolore, ad una fiaccolata che, se da un lato ha come intento quella di difendere le carresi (e non è mio obbiettivo entrare in merito alla questione), dall’altra si schiera apertamente contro la decisione della Procura di Larino. Ciò che viene richiesto ad un primo cittadino è innanzitutto il rispetto delle istituzioni e, in questo caso, Sbrocca ha dimostrato di non averne. Probabilmente sul buon senso avrà prevalso il legame strettissimo con l’amico – assessore regionale Vittorino Facciolla grazie al quale ha vinto le elezioni ormai quasi un anno fa.

Guardando alla partecipazione di Sbrocca alla fiaccolata in questione, ancora più sorprendente risulta il silenzio (assenso!) sull’ampliamento delle chimiche, sullo stravolgimento dell’ospedale termolese, sui danni ambientali e sull’attacco ai territori dello “Sblocca Italia” o sui tanti disagi sociali che affliggono i nostri concittadini. Alla luce della sua partecipazione alla fiaccolata con tanto di fascia tricolore, dove era quando gli armatori e comandanti della marineria termolese prendevano multe dai risvolti penali per poter dare la possibilità a tante persone di “vivere” la processione a mare di San Basso? Multe che ancora oggi gravano sulle loro teste e sul loro lavoro. Dov’era quando lo scorso anno la processione era in forse per i motivi detti prima? Forse non c’era nessuno a cui dover rendere favore?

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MAGGIORANZA MIOPE E POCO LUNGIMIRANTE: CONTINUIAMO A PERDERE OCCASIONI

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massarosa

Massarosa. Questo nome, alla maggior parte di noi, non fa venire in mente nulla di particolare. Si tratta di un paese di circa 23mila abitanti, in provincia di Lucca, il primo in Italia a sperimentare la novità introdotta dal decreto Sblocca Italia, convertito nella legge 164 del 2014, che all’articolo 24 prevede la riduzione dei tributi per i cittadini impegnati in attività di volontariato civico, sia singoli che associazioni. Di fatto stiamo parlando della stessa proposta che ho fatto al Consiglio Comunale di Termoli con una mozione protocollata il 17 ottobre 2014 e che è stata bocciata con il voto contrario di tutta la maggioranza, ad esclusione di un solo consigliere che si è astenuto. In quella sede, il consigliere Sciandra aveva motivato la bocciatura sostenendo la mancanza di una legge di riferimento, legge che, però, il suo stesso partito, quel PD che sta al governo, stava appunto varando. Il decreto legge del 12.09.2014, infatti, è stato convertito in legge l’11.11.2014. Forse questo aspetto è sfuggito al piddino Sciandra che non si prende, evidentemente, la briga di informarsi prima di parlare.

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A prescindere è sempre NO!

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collaborazione“Sviluppo sostenibile, beni comuni, solidarietà, sociale: sono questi alcuni dei valori chiave che dovrebbero guidare le coalizioni di centrosinistra ma a quanto pare l’amministrazione targata Sbrocca sembra si sia dimenticata di tutto questo” – ad affermarlo è il capogruppo di Liberatermoli Paolo Marinucci dopo l’animata discussione avvenuta nella seduta di consiglio comunale dei giorni scorsi.

“Ben due mozioni a firma del sottoscritto e del collega Paradisi sono state bocciate dalla maggioranza dell’assise: due atti di rilevanza fondamentale per quel che concerne il verde pubblico e la cooperazione sociale. Avevamo proposto al sindaco e al consiglio di inserire degli spunti sul nuovo bando del verde pubblico ponendo l’accento e l’attenzione su tematiche sensibili come l’utilizzo del biologico e la piantumazione di alberi “Allergy free”, evitando quindi l’utilizzo di qualsiasi pesticida di sintesi. Non solo: ci siamo preoccupati anche della questione sociale, chiedendo di censire delle aree verdi disponibili ed affidarne la cura e piccoli lavori di manutenzione a cooperative sociali di tipo B, ovvero quelle cooperative che hanno come obiettivo il reinserimento e l’integrazione sociale di soggetti svantaggiati. Nessuna delle due mozioni è passata, ma anzi, sono state sonoramente bocciate! Cosa dobbiamo pensare? Cosa devono pensare i cittadini termolesi? L’amministrazione ha perso un’ottima occasione per valorizzare le politiche sociali ed il bene comune. Ha mostrato ancora una volta la sua reticenza ad uno sviluppo sostenibile e nel rispetto dell’ambiente e del cittadino. In fondo, non abbiamo di certo chiesto la luna o modifiche rilevanti dal punto di vista economico. Tutt’altro!”

“Ma l’isteria amministrativa si è consumata anche riguardo un altro atto presentato dal sottoscritto in merito all’economia del gettone di presenza spettante ai consiglieri comunali. L’amministrazione, infatti sta ritardando nella discussione della proposta di deliberato in cui chiedo la costituzione di un fondo ad hoc per affrontare l’emergenza abitativa e la difficoltà di molte famiglie nel far fronte alle utenze domestiche e alle spese mediche – fondo che deriverebbe da un lato con il risparmio dei gettoni di presenza garantendo ai soli membri effettivi delle commissioni consiliari, con esclusione dei capigruppo, e dall’altro, con la riduzione del numero di commissioni consiliari al numero di 5 e non 6 (come sono attualmente).” Mercoledì mattina, nel rispetto del regolamento, avevo inviato tramite posta certificata delle proposte di emendamento ad integrazione di cui il consiglio comunale avrebbe dovuto tenere conto nella discussione. Purtroppo però questi atti non sono arrivati in discussione. Il Presidente del consiglio ha solo potuto certificare dopo visione della mia documentazione che l’invio era regolare. Purtroppo quindi è stato deciso di rimandare ancora una volta la discussione.

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Cambio di passo?

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punto_interrogativoLa nuova amministrazione comunale non si è distinta molto, in  questi primi mesi, da chi l’ha preceduta in termini di efficienza e di scelte di governo. Ne sono esempi lampanti la mancata pulizia delle strade che ha colpito i turisti in visita nella nostra città, il caos dei parcheggi, le nomine, al momento, di consulenti esterni per ottomila euro al mese (netti!) e i ritardi nella scelta dei dirigenti.

A questi fatti, che già da soli bastano per dare un’opinione negativa delle scelte operate fino ad oggi, se n’è aggiunto  un altro che è senza dubbio indicativo dello stile di questa amministrazione: l’alienazione (D.G.C. n. 217/2014), in linea con quanto deciso dall’ex sindaco Di Brino, della vecchia sede dell’Istituto Nautico e della Scuola media “A. Schweitzer” che potranno essere vendute a privati per un importo di oltre 11 milioni di euro, utilizzabili per contribuire a finanziare la realizzazione di un nuovo polo scolastico. Tra le altre cose, il fatto che la valutazione del valore di oltre 11 milioni di euro non l’abbiamo avuta nè da Di Brino nè tantomeno da Sbrocca, sembra essere un particolare trascurabile.

La sede del Nautico è una struttura che “grida vendetta”. Ma soprattutto è inimmaginabile che, mentre dall’Europa arrivano direttive per la riqualificazione urbana con un chiaro stop al consumo di suolo, a Termoli invece si pensi di radere al suolo la storia della città per costruire un polo scolastico che andrebbe ad alimentare i problemi già gravi dei cittadini quali traffico, viabilità, parcheggi ed altro.

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Intervento CC su Ampliamento Chimica

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discorsoVorrei iniziare questo mio intervento sottolineando due questioni. La prima riguarda la natura del parere che oggi qui siamo chiamati ad esprimere; la seconda, invece, vuole andare a toccare alcune problematiche emerse in questi ultimi giorni.

In quanto consiglieri comunali oggi possiamo esprimere soltanto un indirizzo di tipo politico. Vale a dire che non sta a noi rilasciare un parere tecnico o un giudizio riguardo il percorso di rilascio delle compatibilità ambientali che faranno poi gli organi di competenza. Questo non ci esime, però, dal voler dire con chiarezza che tipo di sviluppo vogliamo per il nostro territorio.

La seconda questione riguarda i posti di lavoro: sia ben chiaro che non è assolutamente mia intenzione andare a ledere il diritto al lavoro di ognuno dei 130 impiegati nella Momentive. Chi ha seguito i lavori del Consiglio Comunale in questi anni conosce il mio impegno per le questioni sociali. Lungi da me, dunque, l’auspicare o il voler in alcun modo favorire il licenziamento dei lavoratori.

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