AMPLIAMENTO MOMENTIVE

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In merito all’ampliamento della Momentive abbiamo protocollato stamattina una mozione che chiede due cose fondamentali: la pronuncia del Consiglio Comunale nella misura della ferma contrarietà al progetto di ampliamento e l’impegno al Sindaco di convocare immediatamente cittadini e associazioni interessate per la formulazione delle osservazioni in merito a tale ampliamento.

La mozione segue le due attività istituzionali che ci hanno visto interessare l’amministrazione dagli inizi di Novembre prima con la convocazione della Commissione Ambiente e poi con una interpellanza discussa nell’ultimo Consiglio Comunale.

Motivo di questa mozione è il fatto che si pensa che Termoli, ed il Molise, debbano riprendere una programmazione economica e sociale che tenga conto fortemente dell’aspetto ambientale come primo passo per ri-progettare lo sviluppo cittadino e regionale.

Con il documento chiediamo anche al Sindaco di impegnarsi affinché venga redatto il nuovo piano di emergenza esterno (aggiornato al 2008), predisposto il nuovo piano particolareggiato come previsto dal decreto 344/1999 (Direttiva Seveso) e che di questi documenti vengano informati i cittadini e soprattutto venga progettato e sperimentato con gli stessi in modo che, senza fare allarmismi, la città e chi la vive sia pronta e informata così come previsto dalla legge.

I Consiglieri Comunali di Minoranza (primo firmatario Paolo Marinucci) – Comune di Termoli

Al PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
e, p.c. Al SINDACO
COMUNE DI TERMOLI
-SEDE-

Termoli, 29 novembre 2013

I sottoscritti consiglieri comunali

VISTO l’art. 62 del Regolamento Consiliare – “Sessioni straordinarie e sessioni d’urgenza”;
VISTO l’art. 71 del Regolamento Consiliare – “Adunanze aperte”;
chiedono la Convocazione del Consiglio Comunale in sessione straordinaria monotematica aperta per la discussione della seguente mozione:

MOZIONE – Oggetto: “AMPLIAMENTO MOMENTIVE”.

PREMESSO CHE la società MOMENTIVE PERFORMANCE MATERIALS SPECIALTIES SRL ha uno stabilimento presso il nucleo industriale di Termoli;

CONSIDERATO CHE il giornalista Gianni Lannes (attualmente sotto scorta della Polizia di Stato) in suo recente articolo scrive:”Le tre aziende chimiche Flexis, Sts e Witco del nucleo industriale di Termoli producono sostanze chimiche le cui reazioni potrebbero provocare esplosioni simili a quelle nucleari» ha dichiarato il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Correva il 7 marzo dell’anno 1998. La denuncia è dell’allora senatore Francesco Carella, di professione medico, esperto di igiene del lavoro ed esponente dei Verdi. La sua dichiarazione autorevole cade nel vuoto. Eppure, le aziende menzionate dall’esperto sono in grado di fabbricare armi chimiche. Ufficialmente la Flexsys produce acceleranti di vulcanizzazione, la Sts (oggi FIS) additivi per farmaci e la Witco(ora Momentive), vale a dire la Unione Carbide, composto per collanti”;

CONSIDERATO CHE nella risposta scritta di una interrogazione al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e al Ministro delle attività produttive fatta dai deputati Bulgarelli e Cento si legge:” Termoli, in provincia di Campobasso… in questa zona già sono presenti la Fiat ed alcune industrie chimiche contro le quali vi sono da tempo denunce di alcune associazioni ambientaliste e del Comitato ambiente e salute. Il primo insediamento fu della Union Carbide, oggi si chiama Witko e ufficialmente produce derivanti organici della chimica del silicio. Mentre la Sts e la Flexis, producono rispettivamente principi attivi per l’industria farmaceutica e prodotti chimici per quelli della gomma. La Witco e la Sts sono classificate come aziende a rischio di incidente rilevante secondo la Direttiva Seveso. Il rischio è esaminato perfino da Energia Spa, che nella sua relazione alla regione scrive: «Per quanto riguarda le considerazioni relative alla sicurezza della zona industriale, si è scelto di collocare nel sito una azienda a bassa concentrazione di addetti, fatto che viene citato dai comitati contro chi sostiene la bontà del progetto termogas dal punto di vista occupazionale, per minimizzare il rischio di eventi accidentali rilevanti previsti nelle aziende circostanti. Le conseguenze di tali eventi possono determinare lo sviluppo di concentrazioni gassose tossiche nell’area dello stabilimento in esame” (Allegato B Seduta n. 455 del 22/4/2004 Interrogazione a risposta scritta: BULGARELLI e CENTO – lavori stenografici);

CONSIDERATO CHE la Momentive Performance Materials Specialties srl di Termoli con prot. 28884 del 05 settembre 2013 indirizzato al Comune di Termoli informava lo stesso della costruzione di un nuovo impianto per la produzione di un nuovo prodotto richiedendo come comportarsi per l’Autorizzazione Paesaggistica;

CONSIDERATO CHE la Momentive Performance Materials Specialties srl di Termoli con prot. 36488 del 04 novembre 2013 (la missiva era stata protocollata allo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune di Termoli in data 31 ottobre 2013) indirizzato al Comune di Termoli in merito all’ampliamento dello stabilimento consegnava la documentazione occorrente per la richiesta di PRONUNCIA DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE (con procedura di Valutazione di Incidenza);

SOTTOLINEATO CHE la Momentive Performance Materials Specialties srl di Termoli con prot. 36980 del 07 novembre 2013 indirizzato alla Regione Molise e per conoscenza anche al Comune di Termoli integra con documentazione e progetti completi per l’ottenimento dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) per le attività IPPC 5.1 e IPPC 4.1 relativi all’ampliamento;

APPURATO CHE la direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento, conosciuta anche come “direttiva IPPC – Integrated Pollution Prevention and Control“, impone il rilascio di un’autorizzazione per tutte le attività industriali e agricole che presentano un notevole potenziale inquinante. Questa autorizzazione può essere concessa solo se vengono rispettate alcune condizioni ambientali, per far sì che le imprese stesse si facciano carico della prevenzione e della riduzione dell’inquinamento che possono causare. La prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento riguardano le attività industriali e agricole ad alto potenziale inquinante, nuove o esistenti, definite nell’allegato I della direttiva (attività energetiche, produzione e trasformazione dei metalli, industria dei prodotti minerali, industria chimica, gestione dei rifiuti, allevamento di animali);

SOTTOLINEATO CHE la richiesta di autorizzazione ulteriore prevede l’IPPC 5.1 per l’impianto di incenerimento dei rifiuti prodotti internamente dalle unità produttive dall’attività IPPC 4.1 e per il deposito preliminare con attività connessa di messa in riserva dei rifiuti liquidi e solidi prodotti internamente dalle unità produttive e che non possono essere smaltite dall’impianto precedente;

VISTO CHE la Momentive Performance Materials Specialties srl, la FIS e la Performance Additives Italy SPA sono sotto il D.Lgs 334/99 c.m. 238/05 – art. 6/7/8 (DIRETTIVA SEVESO);

CONSIDERATO CHE la procedura della valutazione di incidenza deve fornire una documentazione utile a individuare e valutare i principali effetti che il progetto (o intervento) può avere sul sito Natura 2000 (Natura 2000 è una rete di siti di interesse comunitario -SIC-, creata dall’Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell’Unione europea), tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo. Infatti, “la valutazione è un passaggio che precede altri passaggi, cui fornisce una base: in particolare, l’autorizzazione o il rifiuto del piano o progetto. La valutazione va quindi considerata come un documento che comprende soltanto quanto figura nella documentazione delle precedenti analisi;

CONSIDERATO CHE l’art. 20 comma 3 – Piano di Emergenza Esterno – cita testualmente:”Il piano di cui al comma 1 deve essere riesaminato, sperimentato e, se necessario, riveduto ed aggiornato previa consultazione della popolazione,  nei  limiti delle risorse previste dalla legislazione vigente,  dal  prefetto  ad  intervalli  appropriati e, comunque, non superiori  a tre anni.”;

APPURATO CHE il piano di emergenza esterno presente sul sito del Comune di Termoli emanato dalla Prefettura di Campobasso è aggiornato al 2008 quindi ben oltre i tre anni previsti dalla normativa;

SOTTOLINEATO CHE tale piano pur pubblicato sul sito del Comune di Termoli è mancante dell’Allegato D – Piano Particolareggiato predisposto dal Comune di Termoli - che riguarda l’informazione alla popolazione che si trovi a vario titolo nelle zone ove sono ubicati gli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante quindi senza possibilità di fatto di informazione;

CONSIDERATO CHE si pensa che Termoli, ed il Molise, debbano riprendere una programmazione economica e sociale che tenga conto fortemente dell’aspetto ambientale come primo passo per ri-progettare lo sviluppo cittadino e regionale;

IL CONSIGLIO COMUNALE DI TERMOLI ESPRIME

  • ferma contrarietà al progetto di ampliamento della Momentive al fine di salvaguardare un profilo ambientale, quello del Nucleo Industriale, già implementato e sotto stress per la complessità delle aziende che vi operano;

inoltre IMPEGNA il Sindaco e la Giunta Comunale

  • A convocare immediatamente degli stakeholder (comuni limitrofi, cittadini, associazioni ambientaliste, esperti, ecc.) per la redazione di osservazioni specifiche e puntuali da inviare come nota alla Regione Molise e per la redazione del nuovo piano di emergenza esterno;
  • A stimolare la Prefettura di Campobasso a farsi carico della redazione del nuovo piano aggiornato mediante l’ascolto anche e soprattutto degli stakeholder;
  • A Predisporre, prima dell’approvazione del piano di emergenza, il previsto Piano particolareggiato di specifica competenza del Comune;
  • A Sperimentare tale piano come prevede l’art. 20 comma 3 soprattutto con la popolazione più sensibile e che ha difficoltà di reperire informazioni;
  • Ad inviare il provvedimento in questione a tutti i Comuni insistenti sul Nucleo Industriale, alla Regione Molise, alla Provincia di Campobasso, alla Prefettura di Campobasso, al Ministero dell’Ambiente.

i Consiglieri Comunali