Intervento CC su Ampliamento Chimica

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discorsoVorrei iniziare questo mio intervento sottolineando due questioni. La prima riguarda la natura del parere che oggi qui siamo chiamati ad esprimere; la seconda, invece, vuole andare a toccare alcune problematiche emerse in questi ultimi giorni.

In quanto consiglieri comunali oggi possiamo esprimere soltanto un indirizzo di tipo politico. Vale a dire che non sta a noi rilasciare un parere tecnico o un giudizio riguardo il percorso di rilascio delle compatibilità ambientali che faranno poi gli organi di competenza. Questo non ci esime, però, dal voler dire con chiarezza che tipo di sviluppo vogliamo per il nostro territorio.

La seconda questione riguarda i posti di lavoro: sia ben chiaro che non è assolutamente mia intenzione andare a ledere il diritto al lavoro di ognuno dei 130 impiegati nella Momentive. Chi ha seguito i lavori del Consiglio Comunale in questi anni conosce il mio impegno per le questioni sociali. Lungi da me, dunque, l’auspicare o il voler in alcun modo favorire il licenziamento dei lavoratori.

Detto questo, proviamo ad entrare nel vivo della questione ricordandoci sempre che il nostro punto di vista è politico ed è teso, come è del resto nostro compito, ad individuare strade percorribili e sostenibili di sviluppo per il nostro territorio. Ciò che chiediamo con la mozione presentata oggi è che si faccia chiarezza sul possibile ampliamento della Momentive e che si informi la cittadinanza su una questione così importante. Come mai non abbiamo letto nulla sui maggiori giornali locali, cartacei ed on line?

Nel 2008 la Prefettura di Campobasso ha approvato il Piano di Emergenza Esterna (P.E.E.) degli stabilimenti industriali a rischio di incidente rilevante del nucleo industriale di Termoli che si attiva in caso di incidente e disciplina le procedure operative. Per incidente rilevante si intende un evento incontrollato – quale ad esempio un’emissione, un incendio o un’esplosione di grande entità – che può verificarsi durante l’attività di uno stabilimento industriale in cui sono presenti particolari sostanze pericolose in determinate quantità, e che può dare luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana o per l’ambiente, all’interno oppure all’esterno dello stabilimento, e in cui intervengono una o più delle sostanze pericolose impiegate nel ciclo produttivo. Manca, inoltre, il piano particolareggiato che dovrebbe essere predisposto dal Comune di Termoli che riguarda l’informazione alla popolazione che si trovi a vario titolo nelle zone dove sono ubicati gli stabilimenti industriali a rischio.

Bene, quanti di noi sono a conoscenza di questa situazione? Quanti conoscono i reali rischi? Quanti cittadini sanno in che modo comportarsi in un caso simile? L’auspicio è che non accada mai nulla come fino ad oggi, ma allo stesso ci auguriamo anche di non diventare la nuova Seveso.

Inoltre, anche se non ci sono studi precisi (ma di larga scala sì) sulla correlazione di incidenze tumorali (e simili) e presenza di industrie chimiche, turbogas e altro la scelta di tutela della salute e dell’ambiente è da premettere al possibile ampliamento industriale. Non siamo forse tutti stanchi di perdere parenti, amici e conoscenti per malattie tumorali, leucemie e simili? In attesa dell’istituzione del Registro Tumori e consapevoli di quanto affermato negli studi compiuti dall’Istituto Superiore di Sanità sul nucleo industriale di Termoli, in assenza di certezza di carattere sanitario ed epidemiologico, non possiamo oggi che puntare sulla prevenzione e quindi assumere una atteggiamento di sostanziale prudenza.

Inoltre, se continuiamo ad accettare che il nostro territorio e i suoi abitanti siano costantemente minacciati, allora:

  • Ø perché dire di NO ad un Biodigestore presso il Nucleo industriale? Non penso sarebbe stato più impattante e sicuramente i benefici sarebbero stati divisi per tutta la comunità;
  • perché dire di NO alla possibile trasformazione dello Zuccherificio in un termovalorizzatore? Ipotesi che era stata lanciata sul piatto nella possibilità futura in cui si perderanno le quote zucchero;
  • Ø perché dire NO ad uno stabilimento di produzione di Biodisiel?;
  • Ø perché dire NO al progetto Gran Manze che di fatto toccava Termoli solo in maniera marginale?;

Anche questi insediamenti avrebbero portato lavoro e contribuito allo sviluppo dell’ economia locale.

Torniamo, così, al problema di fondo e alla premessa iniziale e cioè al tipo di sviluppo che vogliamo per il nostro territorio. Pensiamo ad un polo industriale d’eccellenza oppure vogliamo potenziare il turismo e l’attrattività del territorio? Come abbiamo potuto vedere in questi 30 anni, le due le cose insieme non reggono.

Vogliamo puntare sul polo industriale? Bene, se ne prenda atto. Però a quel punto si dovranno mettere in campo azioni tali che vadano nella direzione di far venire le industrie, ma soprattutto azioni che promuovano il controllo ambientale. Vale a dire che non dovremmo più leggere sui giornali, come succede oggi, che l’Arpa non ha i reagenti per le misurazioni oppure che la strumentazione a sua disposizione è vecchia e obsoleta. In un recente documento l’Arpa ha ipotizzato l’innalzamento di alcuni limiti di inquinanti per quanto riguarda il bacino della foce del fiume Biferno in quanto essi sono ormai diventati livelli di fondo.

Se vogliamo però puntare su un altro tipo di sviluppo e sul rilancio della salubrità di questo territorio oggi siamo chiamati a guardare con prudenza all’ampliamento dell’industria chimica e a compiere scelte che vadano in un’altra direzione.

Quanto detto finora rispecchia la visione che io ho di questo territorio e l’idea di sviluppo che credo sia opportuno portare avanti. Sicuramente l’ampliamento della Momentive, così come proposto dai vertici aziendali, risponderà in linea di principio ai criteri previsti dalla legge. Come per tutte le cose, però, bisogna tener presente il contesto in cui questo intervento di colloca e cioè quello del nucleo industriale di Termoli, già stressato da altre industrie simili, da una centrale turbogas e altro. Adesso spetta al consiglio comunale qui riunito valutare se questo mio  atteggiamento può essere considerato troppo prudente e non al passo con i tempi, oppure se condividere quanto detto  e quindi scegliere di dare a questo nostro territorio un’altra possibilità.