Le cose non dette

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2014930123836_emoticon_grande pensierosoAccadono cose a Termoli che si stenta a credere che possano essere vere. La vicenda del tunnel, non gradito dalla maggior parte dei termolesi, è nota un po’ a tutti. Ma non tutti conoscono alcuni particolari che danno alla vicenda l’aspetto di una beffa.

E’ noto che il tunnel passerà sotto via Roma e che sarà corredato di parcheggio e auditorium ed altro. Bene, il tunnel, con relativa manutenzione, e un parcheggio da oltre 600 posti resteranno di proprietà del Comune mentre auditorium e circa 100 posti auto saranno di proprietà della ditta costruttrice. Questa stessa terrà in gestione il parcheggio per 30 anni e all’amministrazione comunale sarà concesso semplicemente di utilizzare l’auditorium una tantum. Immagino che anche il parcheggio sotterraneo avrà bisogno di molta manutenzione e se questa venisse fatta “quanto basta” fra trenta anni il Comune erediterà una gran bella grana. (depuratore del porto docet!!)

Inoltre la ditta avrà in proprietà 10 unità abitative sul mare da utilizzare con finalità turistica e sarà proprietaria di una serie di locali commerciali da vendere o affittare.

Viene da chiedersi: ma questo tunnel a chi serve realmente… ai cittadini sicuramente no!

Le ragioni per l’alta priorità di questo manufatto non sono tuttora note visto che alla richiesta di conoscere se c’erano stati studi particolari del traffico, veicolari o altro non è pervenuta alcuna risposta. Buona parte dei termolesi ha già detto che non lo vuole, sono state raccolte migliaia di firme per chiedere un referendum che l’amministrazione ha negato con ogni mezzo. Questo può significare solo che a Termoli si discute con chi cola cemento senza aver minimamente aperto in primis un confronto con i cittadini, altro che partecipazione e smart city. Senza parlare del rischio della penale: se l’amministrazione, come detto dalla ditta, rivedesse le sue posizioni e rinunciasse alla realizzazione del progetto per motivi diversi da quelli inerenti il paesaggio o da questioni tecniche i cittadini di Termoli dovranno pagare il 2,5% di penale, vale a dire oltre 450mila euro alla ditta. Grazie Sindaco Sbrocca. E poi dici che il referendum costa.

E tutto questo accade mentre le vetture del Comune non possono essere utilizzate per mancanza di carburante, visto che i fornitori pretendono il pagamento delle fatture arretrate. Quindi gli operai non possono neanche andare a riparare un lavandino in una scuola dell’infanzia e non ci sono soldi neanche per posizionare un telone per porre i bambini di quella scuola al riparo dal caldo sole di giugno.

Di problemi reali la città ne è piena, a partire dal malfunzionamento del depuratore e dalla sporcizia che ha sostituito l’arredo urbano, facendo di Termoli la capitale della puzza, per arrivare alla deprecabile condizioni in cui versano le strade cittadine e le misere aree verdi.

Ecco allora il paradosso: questa amministrazione sogna i grandi progetti, ma dimentica la vita quotidiana e i bisogni reali dei suoi cittadini.